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Damiano, Casco Bianco Apg23 a Santiago del Cile, ci racconta attraverso un video la realtà in cui svolge servizio ogni giorno: il comedor "nonno Oreste“.
"Esco serena, nel tumulto di La Paz, dove pensavo non esistesse una vera pace. Eppure oggi l’ho trovata, per un pomeriggio, in un “cuartito” in un angolo di Pasankeri”. Con queste parole Sara, Casco Bianco in Bolivia, ci racconta un pomeriggio passato insieme ad Alejandra.
Maria Francesca, Casco Bianco in Georgia, ci racconta il suo entrare in punta di piedi nella baraccopoli alle porte di Batumi chiamata “la città del sogno”. All’interno delle baracche di questa “città”, Maria Francesca si è lasciata “travolgere dalla bellezza di quell’incontro” e ce lo racconta in questo articolo.
Silvia Grandis, 19 anni compiuti il giorno in cui ha iniziato il suo anno di servizio civile, dopo aver concluso gli studi ed essersi diplomata in architettura, ha deciso di buttarsi in un’avventura di condivisione e cittadinanza attiva. Un’esperienza che potesse aiutarla a crescere scontrandosi con diverse personalità e culture, un’esperienza che potesse cambiarla per sempre.
In una situazione difficile come quella che sta vivendo l’Argentina, Francesca ed Enrico, Caschi Bianchi a Puerto Madryn, “hanno sentito l’esigenza di provare ad attenuare per quanto possibile le conseguenze di questa situazione”: si sono rimboccati le maniche e hanno dato vita al progetto “apoyo escolar” con l’obiettivo di offrire uno spazio e tanto altro ai bambini del barrio Pujol.