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Tutte le volte che mi trovo sulle strade dissestate dei compound (baraccopoli) di Ndola o di Mansa, mi sento spogliata da tutti i miei schemi mentali, disarmata dalla semplice, vera e cruda realtà che vado ad incontrare”. Anna Gasparini, 23 anni , laureata in Educatore Sociale e Culturale, ha deciso di far domanda di Servizio Civile dopo l’esperienza alla Capanna di Betlemme di Mellea (Cuneo) nel giugno 2011 con persone senza fissa dimora. Segue il progetto di adozioni a distanza e il Cicetekelo Youth Project.
Per Matteo, Casco Bianco in Russia, riconoscere la dignità di una persona significa “avere la consapevolezza che hai davanti una persona e non la sua disabilità”. E in questo articolo ce lo racconta a partire dall’incontro con Vitalik.
"Il nostro servizio ci aiuta quotidianamente a conoscere queste difficilissime realtà di vita e per tal motivo ho voluto approfondire questa problematica sociale in Cile". L'incontro con l'altro, in particolare con gli ultimi e con gli oppressi, permette di dare un volto a cifre e numeri, ad ingiustizia e disuguaglianza: l'articolo di Gennaro sulle condizioni delle persone senza fissa dimora in Cile
"Pensavo che Sydney fosse un contesto con molti punti di incontro tra culture diverse, cosa che invece ho scoperto non essere": Gianmarco ci racconta il suo servizio civile a Sydney e la speranza in una definizione di "Patria" diversa da quella più diffusa, legata a confini e Stati
"Può sembrare strano pensare che la lotta ai trafficanti di esseri umani si faccia anche aiutando dei bambini a scuola, ma è proprio così". Ce lo raccontano Valentina, Casco Bianco Apg23 e Davide, un suo collaboratore, che si trovano a Timişoara in Romania con l'associazione  Generatie Tanara, partner locale dell'ass. Comunità Papa Giovanni XXIII