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CORPI CIVILI DI PACE

Gli Interventi Civili di Pace si configurano come azione civile, non armata e nonviolenta di operatori professionali e volontari che, come terze parti, sostengono gli attori locali nella prevenzione e trasformazione dei conflitti. L'obiettivo degli interventi è la promozione di una pace positiva, intesa come cessazione della violenza ma anche come affermazione di diritti umani e benessere sociale.

Si impegnano a rispettare i seguenti principi etici: nonviolenza, ownership locale, terzietà nel conflitto, indipendenza, diritti umani, non discriminazione ed equità di genere, responsabilità (accountability), trasparenza e integrità. 

La legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto l'istituzione in via sperimentale di un contingente di corpi civili di pace destinato alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale. La sperimentazione si realizza secondo la normativa del servizio civile nazionale.

Questa sezione del sito raccoglie testi, materiali ed aggiornamenti relativi alla sperimentazione triennale in corso, nonché le testimonianze dei volontari impegnati nei progetti dei Corpi Civili di Pace avviati a partire dal 5 giugno 2017.

Corpi Civili di Pace

La comunità di Libuton, presso la sede del DSAC Kalibosi appresta a ricevere i Seeds Funds (Semi di finanziamento) che Caritas Italiana, per mezzo del DSAC, sta erogando come sostegno finanziario nell’ambito dei due progetti “ Sostegno al sostentamento per i pescatori in Sitio Libuton” e “Supporto di sostentamento per le donne in Sitio Libuton.
Tra attivi o latenti conflitti socio-ambientali legati principalmente alla emigrazione, l'obiettivo che impegna in prima persona Stefano Russo e Paolo Ribotta, i due Corpi Civili di Pace in Perù con Progettomondo-MLAL in Peru, è di sostenere azioni di advocacy e di supporto alle famiglie dei soci della Cooperativa per rafforzare le capacità di gestione imprenditoriale e il miglioramento delle capacità organizzative e tecniche.

Alice, Giada, Greta e Sara: siamo quattro volontarie dei Corpi Civili di Pace impegnate per l’anno 2017/2018 nel progetto “Genova e il rischio idrogeologico: prevenzione e gestione dei conflitti”.

2016, mese imprecisato. Piena notte. Deserto brasiliano. La classica moto di piccola cilindrata dai colori sgargianti: verde fluo, rosso, giallo evidenziatore…  Non ci sono io alla guida, ma un mio collega.
In Italia la situazione non è semplice: i giovani spesso non vedono speranze per il futuro, si sentono senza opportunità. Ciò sicuramente ha un fondo di verità, però è anche fortemente legato alla prospettiva, al punto di vista delle persone, e di questo è più facile rendersi conto quando si va in un paese come il Perù.
Secondo fonti diverse, le popolazioni indigene rappresentano oggi una percentuale che va dal 4 al 5% della popolazione mondiale e sono diffuse in tutto il pianeta. Da sempre, i diritti dei popoli indigeni sono stati violati per sfruttare le risorse naturali che si trovano nei territori da essi occupati.
Rodnie e’ un Ati che risiede in una semi sperduta località, Tag-ao, dove vivono ancora una trentina di famiglie interamente indigene o “miste”, tra i “pochi” nativi rimasti nella provincia di Capiz. Tag-ao e’ un piccolo sitio (piccolo gruppo di case) nella municipalità di Dumarao, nell’entroterra montagnoso di Capiz, ricco di interessanti storie di indigeni e di ribelli.
Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale ha dato avvio al procedimento concernente l'esame e la valutazione dei progetti per la sperimentazione dei Corpi civili di pace, presentati entro il 16 marzo 2018
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