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Venerdì, 22 Giugno 2018 12:58

LA MOSTRA-LABORATORIO "GENOVA A RISCHIO IDROGEOLOGICO"

Scritto da Sara Garau, CCP con ASC-Legambiente a Genova
L’anno passato come Corpo Civile di Pace è stato ricco di esperienze e di attività. Ognuna di queste è stata unica e caratterizzata da tante relazioni umane e tanti momenti da cui apprendere sempre qualcosa di nuovo.

 

In particolare, tra queste esperienze, mi sento di riportare in modo più dettagliato quella relativa al laboratorio che abbiamo svolto con i bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado; esso, inoltre, ha interessato fasce vulnerabili della popolazione, in particolare un gruppo appartenente al CPIA (Centro Provinciale per l’Educazione degli Adulti) e un gruppo di pazienti appartenenti ad una comunità psichiatrica.

Il laboratorio dal titolo “Mostra-Laboratorio:Genova e il rischio idrogeologico” aveva il fine di trasmettere contenuti relativi alle alluvioni e al rischio idrogeologico che interessa gran parte della Liguria e che ha cominciato ad essere un tema di maggiore rilevanza in seguito alle grandi alluvioni del 2011 e 2014 che hanno causato nella città di Genova e nel territorio Ligure, una gran quantità di danni al territorio, oltre che dei morti. Il laboratorio aveva una durata di circa due ore: nella prima parte venivano descritte in modo teorico le caratteristiche del nostro territorio e le cause naturali e antropiche delle alluvioni. Nella seconda parte venivano svolte attività ludiche in cui si metteva in pratica quello che era stato detto nell'introduzione.

Il filo conduttore era quello di coinvolgere anche emotivamente i bambini e i partecipanti, così da favorire un apprendimento attivo, evitando così la mera lezione frontale e passiva. All'interno della stanza in cui svolgevamo le attività erano presenti anche dei cartelloni che rappresentavano diversi argomenti relativi al tema delle alluvioni.

I bambini si sono dimostrati molto interessanti all'argomento e mi sono sorpresa di quanto, molti di loro, fossero già a conoscenza di molte delle informazioni che noi gli abbiamo fornito. Si sono dimostrati molto coinvolti, probabilmente perché i loro genitori gli avevano raccontato quello che è successo. Mi sono trovata a volte anche di fronte bambini che abitando nelle zone “rosse” hanno avuto danni alla loro casa o i loro genitori si sono trovati in pericolo di vita. I maestri e gli insegnanti ci hanno raccontato la paura provata durante quelle due giornate, specialmente il 4 Novembre 2011 quando nessuno avrebbe pensato che sarebbe accaduto un disastro simile.

Oltre che con le classi, abbiamo svolto il nostro Laboratorio anche con un gruppo di partecipanti stranieri (in Italia da poco tempo) che appartenevano al CPIA. L’esperienza mi è piaciuta particolarmente: è stato molto bello e anche coinvolgente provare a spiegare a persone di un’altra cultura (erano quasi tutti provenienti dall’Africa) le fragilità del nostro territorio. Quando gli abbiamo mostrato i video delle alluvioni loro ci hanno chiesto in modo sorpreso e quasi sbalordito “ma quella è Genova?!”. Questa domanda ci fa capire come per quancuno che non conosce la nostra città, possa sembrare stranissimo il fatto che di punto in bianco, molti quartieri di Genova si fossero allagati in quel modo, causando sei morti e una serie infinita di danni. Quando è arrivato il momento di svolgere il gioco (comporre un puzzle che rappresentava una parte della città di Genova) si sono tutti messi di impegno per completarlo. Probabilmente non avevano mai fatto un puzzle in quanto sembrava avessero una forte difficoltà a capire cosa dovevano fare e soprattutto si rapportavano ad esso come a qualcosa di completamente nuovo.

Il laboratorio è stato per me motivo di grande interesse, specialmente perché sono molto a mio agio a lavorare con i bambini. Non è stato per me motivo di stanchezza o fatica in quanto il lavoro effettuato con loro è sempre motivo di creatività e di emozioni positive. Aver coinvolto anche le fasce più deboli come i pazienti psichiatrici e i cittadini stranieri che stanno frequentando un corso scolastico per adulti, è stato secondo me molto costruttivo in quanto, a mio parere, potrebbe essere una modalità inclusiva per questa categorie di persone.


Concludendo, mi piacerebbe portare avanti questo tipo di attività, cercando di coinvolgere a più ampio spettro diverse categorie della popolazione riguardo ad un tema così importante per la nostra regione.