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Mercoledì, 16 Maggio 2018 10:53

SEEDS FUNDS: SEMI DI VITA

Scritto da Rosa Mazzone, CCP Caritas Italiana nelle Filippine
Foto Rosa Mazzone Foto Rosa Mazzone
La comunità di Libuton, presso la sede del DSAC Kalibosi appresta a ricevere i Seeds Funds (Semi di finanziamento) che Caritas Italiana, per mezzo del DSAC, sta erogando come sostegno finanziario nell’ambito dei due progetti “ Sostegno al sostentamento per i pescatori in Sitio Libuton” e “Supporto di sostentamento per le donne in Sitio Libuton.

 

La comunità si compone di 518 membri, di cui 181 bambini e 331 adulti. Le famiglie sono 111 con 25 capofamiglia donne e 86 capofamiglia uomini. Mediamente questa famiglie raggiungono un introito mensile tra i 2.500-10.000 Pesos Filippini, svolgendo prioritariamente lavori come la pesca, la vendita dei prodotti pescati o la lavorazione del pesce o anche in settori informali come operai edili, venditori, coltivatori di verdure e tessitori di piñache producono il famoso tessuto piña a mano che è l’industria più antica di Aklan. Sitio Libuton è stata una delle zone costiere più colpite dal Super Typhoon Haiyan (Yolanda) nel 2013. La comunità si è lentamente ripresa dai danni causati dal tifone grazie all'aiuto del governo e di altre ONG; in questo contesto, DSAC-Kalibo con l'aiuto di Caritas Italiana è intervenuta ripristinando in primis le fonti di sostentamento di queste famiglie. Gli abitanti di Sitio Libuton sono svantaggiati in termini di assistenza governativa a causa della posizione geografica: questo li rende troppo spesso emarginati e dimenticati.

Sitio Libuton (letteralmente “surrounded by water” ovvero “Circondata dall’acqua”) è un’isola che il fiume Aklanon ha separato dall’isola principale (Barangay Bakhaw Norte, Kalibo, Aklan, Isola di Panay) a seguito di alcune calamità naturali come tifoni e inondazioni, che hanno colpito l’area. Il principale sostentamento per le famiglie di Libuton è rappresentato dalla pesca (ad opera degli uomini durante la notte) e della vendita, presso i mercati di Kalibo o limitrofi, dei prodotti pescati (ad opera delle donne).
Il fiume Aklanon, se da un lato porta vita e sostentamento, dall’altro –talvolta– si rivela nemico: in tempi di bassa marea riduce drasticamente la sua pescosità, impedendo che il lavoro dei Pescatori produca buoni risultati –come riferisce Aissa R. Amerila, responsabile del progetto di sostentamento; in tempi di alta marea e piogge torrenziali, affligge l’area erodendo le sponde del fiume e costringendo la comunità a retrocedere.
All’interno della comunità di Libuton, a beneficiare di questa iniziativa sono 23 Fishermen selezionati dalla “Sitio Libuton Fisherfolks Association” e 31 donne selezionate dalla “Kababayin-An It Sagrada Pamilya sa Sitio Libuton”, associazioni entrambe organizzate dal DSAC, registrate presso il DOLE (Ministero del lavoro e dell’impiego) e operative.
Padre Ulysses Dalida, direttore del DSAC Kalibo, in questa occasione esorta tutti a riflettere su questa grande opportunità e chiude così il suo discorso: “It’s a seed, now let it grow” (È un seme, ora fatelo crescere).
I Seeds Funds, noti anche come Seeds Money o Seeds Capital (capitale di semi), rappresentano un capitale iniziale da utilizzare per avviare un’impresa. Zara Marte, beneficiaria dell’iniziativa, li considera un grande aiuto per chi desidera migliorare la qualità della propria vita.
“Tecnicamente si tratta di un prestito agevolato – dice Joeriel Jimenez, Responsabile della finanza di DSAC – concesso a persone che hanno elaborato una proposta commerciale verificata ed approvata dall’intera comunità (oltre che dal DSAC) per evitare che si crei un meccanismo interno di competitività che incida sulla redditività dell’impresa avviata. È consuetudine, continua Jimenez, che a Sitio Libuton per avviare un’attività ci si rivolga a prestiti presso istituti di credito locali che impongono tassi d’interesse molto alti. A questo si aggiunge il fatto che questi istituti di credito richiedono contestualmente sia la restituzione del capitale, sia il pagamento dell’interesse”. 


È in questo panorama che intervengono Caritas Italiana e DSAC che, rispetto ai sistemi di prestito offerti dagli istituti locali, introducono una differenzasia nella raccolta che nella distribuzione del tasso d’interesse: la raccolta del prestito avviene con una gestione ed un’organizzazione strettamente comunitarie; la distribuzione del tasso d’interesse (che mensilmente ammonta al 2%) prevede che l’1,50% resti presso la comunità stessa di Libutonche lo gestirà autonomamente per attività, progetti o anche come futuro fondo di prestito; lo 0,50%, assieme al capitale iniziale, viene raccoltoda DSAC trattandosi di un fondo rotativo da concedere anche ad altre comunità, diffondendo questo innovativo sistema di prestito e assicurando sostenibilità al progetto.

Ecco alcune proposte per i "semi di vita" suddivisi per categorie:

- pescatori 

- tessitrici

- commercio e allevamento


Si tratta–aggiunge Joeriel– di un sistema di credito più leggero e meno gravoso per i beneficiari, i quali saranno molto più concentrati sull’attività e sul ricavare profitti in quanto il sistema ideato da Caritas e DSAC per il primo mese non prevede il pagamento né del capitale né dell’interesse.
Marte Zara e Lilith Arevalo, beneficiarie dell’iniziativa, tengono a sottolineare che l’opportunità offerta dai Seeds Funds è duplice: da un lato permette di creare da zero la propria fonte di reddito, ma anche di migliorare quello già esistente; dall’altro sprona a mettersi in gioco dimostrando che quell’idea progettuale che probabilmente sarebbe rimasta per sempre chiusa in un cassetto, era un’idea di successo.

Qualche giorno prima dell’erogazione dei prestiti, i membri dello Staff DSAC hanno incontrato la comunità per leggere assieme i MOA, l’accordo stipulato e sottoscritto da tutte le parti coinvolte, tradotti sia in Inglese che in Aklanon, lingua locale parlata nella provincia di Aklan, che prevedono un accordo tra le parti; ma anche per spiegare nel dettaglio il piano annuale di pagamento dell’interesse strutturato in modo che la restituzione possa avvenire agevolmente e concedendo i giusti tempi per l’avvio dell’attività.
Questo incontro preliminare avviene proprio sulla riva del fiume Aklanon con i beneficiari seduti in circolo che scherzano tra loro: è palpabile l’emozione. Lo Staff viene accolto con uno scherzoso “ci siete mancati” che strappa a tutti una risata e stempera la tensione di un momento tanto atteso quanto importante: il prestito di questi Seedsche non solo hanno lo scopo di sostenere finanziariamente le attività redditizie dei membri della comunità incidendo positivamente sulla capacità finanziaria di ciascuna famiglia, ma anche rafforzando la partecipazione e la cooperazione tra gli stessi beneficiari per assicurare futura sostenibilità e autosufficienza all’intera comunità.

Rivolgendomi a tutti loro, chiedo come si sentono e che significato ha per loro questo momento; rispondono coralmente “Malipayon gid (very happy.. now we can breath” (Siamo davvero felici..ora possiamo respirare).
“I nostri beneficiari – dice May A. Tagumpay, Organizzare di comunità di DSAC – sono desiderosi di perseguire questo progetto e avviare un’impresa seppur piccola; si tratta di un buon affare oltre che di una grande opportunità. Le sfide non mancano perché dovranno dimostrare di essere dei pagatori regolari ed affidabili e dovranno gestire saggiamente la loro attività; ma questa è una grande occasione che offre loro l’opportunità di smettere di prendere soldi da prestatori esterni a tassi d’interesse insostenibili”.
Lilith Arevalo ritiene che l’iniziativa li abbia arricchiti non solo economicamente: hanno dovuto allargare la propria mente, le loro conoscenze nella gestione del budget e dell’intera attività, essendo ora imprenditori di se stessi. Anche Zara Marte riflette sulle potenzialità che tale iniziativa ha offerto loro, accettando i rischi e le opportunità che derivano dall’avvio e dalla gestione di questi business ; il suo pensiero va inoltre alle future comunità che beneficeranno dei Seeds Funds. Libuton, infatti, è una comunità pilota per questo progetto –conclude Joeriel– e le lezioni apprese che ne deriveranno, oltre alle buone pratiche che verranno poste in essere, garantiranno nel lungo periodo una migliore implementazione futura di questo progetto presso altre comunità.