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Testimonianze CCP

22 settembre 2017 - Sorpasso Carlo e mi aggiudico il meraviglioso posto davanti in taxi. I posti davanti sono sempre i più ambiti: c’è solo un posto davanti nei taxi, in generale in tutte le macchine, ma in Bolivia si creano spesso delle situazioni inverosimili ed esilaranti e capita spesso che una macchina da cinque passeggeri ne trasporti in realtà nove.
Sono un Corpo Civile di Pace in servizio a Lima, Perú. Mi sto abituando ad utilizzare questo termine, “Corpo”. Lo faccio uscire d’un solo fiato dalla mia bocca, ponendo le labbra ad anello per poi richiuderle leggermente sul suono della “p”, ogni volta che mi viene chiesto che cosa faccio nella vita, o meglio, in questo preciso momento della mia vita. Anche i Corpi Civili di Pace sono, per ora, un servizio precario.
“Chi kwintanaibigarukuyayauna, rukumamaunayachachinushka. Kwintashakasna tuta kukupakaparishkaiatarisha, waysarayanunushka.”
 “Tutti gli insegnamenti dei nostri antenati rimangono nei racconti. Per conversare si svegliavano nell’ora in cui canta il gufo e preparavano la wayusa .”
“Donne di tutto il mondo unitevi” si potrebbe dire, parafrasando un’espressione ormai fin troppo inflazionata.
Come si fa comunità in una periferia in cui nessuno sente l’appartenenza al luogo, dove manca l’idea del bene comune, in cui non esistono spazi di aggregazione per i giovani e i bambini?
La città dai mille clacson: così voglio chiamarla. Benvenuti a Huancayo, città della valle del Mantaro. “Città o cittadina?” chiederei a me stessa: emigrata dalla capitale d’Italia, dalla capitale religiosa del mondo, non mi sembra poi così grande questa città adornata da montagne.
Il cobrador agita le monetine che ha in mano per riscuotere il pagamento del viaggio in combi: 2.50 soles, glieli consegno e continuo a guardare fuori dal finestrino. Tutto beige e marrone con qualche puntino colorato, penso. Un paesaggio un po’ desolante, esteticamente tutt’altro che ammaliante, le sole parole a cui pensi a primo impatto sono disagio, povertà, sporcizia, criminalità.
A quien madruga, Dios le ayuda. Il mattino ha l’oro in bocca. Così suole ripetere mia madre la mattina presto quando mi sveglia. Ma non perché abbia la scuola o impegni urgenti. Vado al collegio di pomeriggio, dalle 13 alle 18. Ho sette anni, sono iscritto alla scuola primaria.