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CORPI CIVILI DI PACE

Gli Interventi Civili di Pace si configurano come azione civile, non armata e nonviolenta di operatori professionali e volontari che, come terze parti, sostengono gli attori locali nella prevenzione e trasformazione dei conflitti. L'obiettivo degli interventi è la promozione di una pace positiva, intesa come cessazione della violenza ma anche come affermazione di diritti umani e benessere sociale.

Si impegnano a rispettare i seguenti principi etici: nonviolenza, ownership locale, terzietà nel conflitto, indipendenza, diritti umani, non discriminazione ed equità di genere, responsabilità (accountability), trasparenza e integrità. 

La legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto l'istituzione in via sperimentale di un contingente di corpi civili di pace destinato alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale. La sperimentazione si realizza secondo la normativa del servizio civile nazionale.

Questa sezione del sito raccoglie testi, materiali ed aggiornamenti relativi alla sperimentazione triennale in corso, nonché le testimonianze dei volontari impegnati nei progetti dei Corpi Civili di Pace avviati a partire dal 5 giugno 2017.

Come si fa comunità in una periferia in cui nessuno sente l’appartenenza al luogo, dove manca l’idea del bene comune, in cui non esistono spazi di aggregazione per i giovani e i bambini?
La città dai mille clacson: così voglio chiamarla. Benvenuti a Huancayo, città della valle del Mantaro. “Città o cittadina?” chiederei a me stessa: emigrata dalla capitale d’Italia, dalla capitale religiosa del mondo, non mi sembra poi così grande questa città adornata da montagne.
Il cobrador agita le monetine che ha in mano per riscuotere il pagamento del viaggio in combi: 2.50 soles, glieli consegno e continuo a guardare fuori dal finestrino. Tutto beige e marrone con qualche puntino colorato, penso. Un paesaggio un po’ desolante, esteticamente tutt’altro che ammaliante, le sole parole a cui pensi a primo impatto sono disagio, povertà, sporcizia, criminalità.
A quien madruga, Dios le ayuda. Il mattino ha l’oro in bocca. Così suole ripetere mia madre la mattina presto quando mi sveglia. Ma non perché abbia la scuola o impegni urgenti. Vado al collegio di pomeriggio, dalle 13 alle 18. Ho sette anni, sono iscritto alla scuola primaria.
Non ho mai pensato fosse facile vivere in un paese a diecimila chilometri dall’Italia, ma ho sempre desiderato affrontare la sfida e pensato di potercela fare.
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