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CORPI CIVILI DI PACE

Gli Interventi Civili di Pace si configurano come azione civile, non armata e nonviolenta di operatori professionali e volontari che, come terze parti, sostengono gli attori locali nella prevenzione e trasformazione dei conflitti. L'obiettivo degli interventi è la promozione di una pace positiva, intesa come cessazione della violenza ma anche come affermazione di diritti umani e benessere sociale.

Si impegnano a rispettare i seguenti principi etici: nonviolenza, ownership locale, terzietà nel conflitto, indipendenza, diritti umani, non discriminazione ed equità di genere, responsabilità (accountability), trasparenza e integrità. 

La legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto l'istituzione in via sperimentale di un contingente di corpi civili di pace destinato alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale. La sperimentazione si realizza secondo la normativa del servizio civile nazionale.

Questa sezione del sito raccoglie testi, materiali ed aggiornamenti relativi alla sperimentazione triennale in corso, nonché le testimonianze dei volontari impegnati nei progetti dei Corpi Civili di Pace avviati a partire dal 5 giugno 2017.

Corpi Civili di Pace

Purtroppo scrivo a qualche settimana da una notizia su Morococha che ha stupito tutti noi lavoratori nella Commissione di Ecologia a PASSDIH.
Quando sono arrivata in Guinea Bissau mi sentivo del tutto impreparata, insicura e confusa. Le difficoltà con la lingua locale, il periodo delle piogge e l’umidità mi hanno dato un caloroso benvenuto! Insomma la sensazione di disorientamento regnava sovrana in me, ma di una cosa ero sicura, volevo conoscere questo Paese, partendo da un settore secondo me, di fondamentale importanza, l’istruzione.
Ms. Romelyn Gaspar, meglio nota nel suo villaggio come Maya, ha 32 anni, e’ nata e cresciuta nel villaggio di Bungsuan, nella zona di Dumarao, un villaggio del nord dell’isola di Panay (Filippine). Maya e’ andata a scuola fino ai 5 anni e fa parte di una popolazione indigena che si chiama “Ati”.
L’Ecuador é uno dei 17 Paesi al mondo definito come “mega diverso”, con la più alta concentrazione di biodiversità per km2. Oltre alla sua diversità naturale, offre anche un’impressionante diversità culturale: nella Regione Amazzonica ecuadoriana vivono circa 750.000 indigeni che appartengono a più di 12 gruppi etnici diversi.
Mi trovo a Quito, capitale dell’Ecuador in quanto parte dell’esperimento chiamato Corpi Civili di Pace – CCP. Esperimento sul quale non mi dilungherò perché già ampiamente affrontato dai miei colleghi in analoghi articoli.
Da circa sei mesi, sono al servizio di Caritas Italiana grazie ad un’iniziativa del Dipartimento della gioventù e del Servizio Civile chiamata Corpi Civili di Pace. Questa iniziativa prevede un anno di servizio. Io ho scelto di lavorare per un progetto che Caritas ha iniziato quasi 5 anni fa nelle Filippine, come risposta al violento disastro ambientale provocato dal tifone Yolanda.
Il 2018 è un anno speciale per il Kosovo. Il piccolo paese balcanico, difatti, festeggia i primi dieci anni dalla dichiarazione d’indipendenza. Si tratta di un anniversario importante, che riporta alla mente dei kosovari le tante sofferenze patite e la lunga strada intrapresa.
Ed eccomi qui, come ogni martedì pomeriggio, davanti alla grande porta blu metallica.
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