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CORPI CIVILI DI PACE

Gli Interventi Civili di Pace si configurano come azione civile, non armata e nonviolenta di operatori professionali e volontari che, come terze parti, sostengono gli attori locali nella prevenzione e trasformazione dei conflitti. L'obiettivo degli interventi è la promozione di una pace positiva, intesa come cessazione della violenza ma anche come affermazione di diritti umani e benessere sociale.

Si impegnano a rispettare i seguenti principi etici: nonviolenza, ownership locale, terzietà nel conflitto, indipendenza, diritti umani, non discriminazione ed equità di genere, responsabilità (accountability), trasparenza e integrità. 

La legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto l'istituzione in via sperimentale di un contingente di corpi civili di pace destinato alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale. La sperimentazione si realizza secondo la normativa del servizio civile nazionale.

Questa sezione del sito raccoglie testi, materiali ed aggiornamenti relativi alla sperimentazione triennale in corso, nonché le testimonianze dei volontari impegnati nei progetti dei Corpi Civili di Pace avviati a partire dal 5 giugno 2017.

Corpi Civili di Pace

La Capo del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale ha approvato, con proprio decreto, l'esito dei lavori della Commissione di esame e valutazione dei progetti dei Corpi Civili di pace da realizzarsi in Italia e all'estero presentati dagli enti iscritti all'albo nazionale e agli albi regionali e delle Province autonome entro la data del 16 marzo 2018.
I poveri -in generale- sono considerati non “bancabili” dai sistemi di credito in circolazione secondo una credenza diffusa che li stigmatizza in quanto privi di competenze, non in grado di risparmiare, quindi non meritevoli di credito. In realtà, la storia qui raccontata rivela che i poveri sono efficienti gestori di credito e finanza.
Marco, Giuseppe, Simone e Silvia hanno svolto il servizio con FOCSIV in Ecuador come Corpi Civili di Pace. Il progetto, in collaborazione con l’ente locale HIAS, agisce per supportare e facilitare l’integrazione della popolazione rifugiata e richiedente asilo in fuga dalla Colombia. 
L’anno passato come Corpo Civile di Pace è stato ricco di esperienze e di attività. Ognuna di queste è stata unica e caratterizzata da tante relazioni umane e tanti momenti da cui apprendere sempre qualcosa di nuovo.
La voce dei volontari, il riconoscimento e la stabilizzazione della sperimentazione, la delicata questione della sicurezza ed un rinnovato senso di bene comune ed impegno politico: durante l’evento conclusivo della prima esperienza con i Corpi Civili di Pace, oltre che festeggiare la Repubblica, sono stati condivisi punti critici e prospettive.
L’idea per questo articolo nasce oggi mentre sto andando al lavoro. Manca ormai pochissimo al ritorno definitivo in Italia, forse questo ha aumentato la mia sensibilità, non lo so.
Qui in Perù le donne sono ovunque. Nella mia vita quotidiana ne incontro continuamente, sulle scale del mio condominio, per strada, in ufficio, eppure, quando mi trovo nelle riunioni con le comunità o nelle assemblee, davanti a me si staglia un pubblico quasi prettamente maschile e un ventaglio di espositori, nella maggior parte dei casi, uomini.
È una sera di dicembre a Genova, lungo le sponde del torrente Bisagno. Entro in un bar deserto, mi dirigo verso la proprietaria, seduta dietro al bancone, e mi lancio nel breve discorsetto introduttivo che ormai so a memoria:
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