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CORPI CIVILI DI PACE

Gli Interventi Civili di Pace si configurano come azione civile, non armata e nonviolenta di operatori professionali e volontari che, come terze parti, sostengono gli attori locali nella prevenzione e trasformazione dei conflitti. L'obiettivo degli interventi è la promozione di una pace positiva, intesa come cessazione della violenza ma anche come affermazione di diritti umani e benessere sociale.

Si impegnano a rispettare i seguenti principi etici: nonviolenza, ownership locale, terzietà nel conflitto, indipendenza, diritti umani, non discriminazione ed equità di genere, responsabilità (accountability), trasparenza e integrità. 

La legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto l'istituzione in via sperimentale di un contingente di corpi civili di pace destinato alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale. La sperimentazione si realizza secondo la normativa del servizio civile nazionale.

Questa sezione del sito raccoglie testi, materiali ed aggiornamenti relativi alla sperimentazione triennale in corso, nonché le testimonianze dei volontari impegnati nei progetti dei Corpi Civili di Pace avviati a partire dal 5 giugno 2017.

Ilaria Zomer

Ilaria Zomer

Torinese, Casco Bianco in Albania, nel progetto sperimentale di Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta Caschi Bianchi Oltre le vendette.

Pressioni per tradurre in atto le antiche regole della vendetta. Violenze che raggiungono, nell'anarchia della modernità, anche donne e minori. Viaggio tra le famiglie del nord dell'Albania, "inchiodate" in casa dalle ancestrali regole della faida
Le radici dell'obiezione di coscienza e della resistenza a leggi ingiuste e poteri oppressivi affondano in una interrogativo semplice e diretto: un perchè che disarma e che è stato motore di rivoluzioni nonviolente.
Uno scontro fortuito, un diverbio, uno sparo. Un ragazzo che cade a terra. Il copione più classico quando si parla di vendette di sangue stavolta è la scintilla per gridare il no alla gjakmarrja.
Sospesa per decenni come in un regno delle fate, l'Albania di oggi cerca la sua strada nel cammino verso la modernità, col passo incerto di chi non può dimenticare il meglio della sua tradizione. Foto di Angelo Carlo Valsesia