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Aree di intervento

In Kosovo le persone con disabilità (molte anche a causa delle ferite della guerra) vivono spesso discriminate. Le leggi per affermare i loro diritti non mancano, ma restano inapplicate. Alcuni progetti, come Step di Caritas, provano a invertire la tendenza
"Sin emoción no hay aprendizaje", senza emozione non c'è apprendimento. Ce lo racconta Laura, che si è ritrovata durante il suo Servizio Civile a Tena in Ecuador, ad approfondire l'aspetto delle emozioni, dell'affetto e l'importanza della comunicazione, nell'educazione
La Bosnia Erzegovina continua a soffrire la stagnazione favorita dalla frantumazione del paese che ha fatto seguito alla guerra. In questo contesto, porre la questione ambientale sembra un lusso. Ci prova un progetto rivolto ai giovani
28 anni, di Civitavecchia, Lavinia ha svolto il suo anno di Servizio Civile a Mbour, in Senegal. Tra circa un mese ripartiranno i nuovi Caschi Bianchi, Lavinia ci parla della sua esperienza, che sia di augurio ai futuri volontari.
Uno sguardo al di là dell'apparenza, è quello di Matilde, che dal Kenya ci racconta i progetti nei quali è coinvolta nel suo anno di servizio civile con L'Africa Chiama, ONG federata FOCSIV.
I ragazzi che incontra Maria, hanno dimenticato l'amore. Venire a contatto con questa ingiustizia - permessa dalle famiglie e dallo stato boliviano - ha spinto lei a ritrovarlo dentro di sé, con la voglia di aiutare a sua volta i ragazzi di strada che incontra. 
Tutte le volte che mi trovo sulle strade dissestate dei compound (baraccopoli) di Ndola o di Mansa, mi sento spogliata da tutti i miei schemi mentali, disarmata dalla semplice, vera e cruda realtà che vado ad incontrare”. Anna Gasparini, 23 anni , laureata in Educatore Sociale e Culturale, ha deciso di far domanda di Servizio Civile dopo l’esperienza alla Capanna di Betlemme di Mellea (Cuneo) nel giugno 2011 con persone senza fissa dimora. Segue il progetto di adozioni a distanza e il Cicetekelo Youth Project.
Per Matteo, Casco Bianco in Russia, riconoscere la dignità di una persona significa “avere la consapevolezza che hai davanti una persona e non la sua disabilità”. E in questo articolo ce lo racconta a partire dall’incontro con Vitalik.