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Kosovo

Lo sconforto di chi non può fare altro che ascoltare, ma allo stesso tempo non vuole spegnere i piccoli fuochi di speranza e di cambiamento che incontra ogni giorno.

Un bilancio sulla attuale situazione politica del Kossovo e sulla sua evoluzione storica alla luce dei tentativi di mediazione nonviolenta del conflitto finora realizzati. Un esperimento fallito?

Cambiano le motivazioni dei giovani, e le modalità di sostegno, interno ed esterno, alle azioni di volontariato. In un paese dall’indipendenza giovane e dalla storia tormentata, il volontariato può aiutare la società civile a unirsi, analizzare e riflettere criticamente su se stessa, incoraggiare lo scambio, e rafforzare la comunità.

Febbraio – giugno 2008: cinque mesi di interviste per dare voce a ciascuna delle stelle che popolano la nuova bandiera del Kossovo indipendente. L’impegno a domandare porta a nuove domande: chi è il “perfetto oppresso” e chi il “perfetto oppressore”? Chi deve chiedere perdono e chi deve concederlo? Dove sta la verità? Quali debiti lasciano le storie raccontate e le parole scritte, e quali quelle mai scritte?

Prima di incontrare Niomëza, giovane egizi, per intervistarla, ho cercato di documentarmi e capire qualcosa su questa ennesima minoranza del Kossovo. Diversità di lingua e tradizione, o etichette scelte per ragioni politiche? Non è stato facile.
 Difficile definire quanti turchi vivano oggi in Kossovo. I censimenti hanno rappresentato spesso uno strumento di potere, e i passaggi di identità etnica sono stati frequenti. Si sa per certo che molti hanno abbandonato la propria identità o sono partiti, ma che c’è anche chi è rimasto e ha proclamato i propri diritti. Intervista a Enis Subi, funzionario del partito turco con sede a Prizren, uno dei tre rappresentanti turchi nell’Assemblea della Municipalità
Due giovani musulmani bosniaci, una minoranza nel nuovo stato indipendente del Kossovo, raccontano la loro identità e sognano il loro futuro
Ripercorrere con Lush Gjergj, parroco di Prizren e promotore del movimento nonviolento in Kossovo, i passaggi fondamentali dell’ultimo secolo, significa capire la ragione per la quale gli albanesi del Kossovo si siano sentiti esclusi dalla storia, fino al 17 febbraio 2008, giorno della dichiarazione unilaterale d’indipendenza dalla Serbia.
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