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"Mettersi a servizio significa porsi con umiltà vicino a chi soffre, per conoscere, comprendere e portare anche agli altri questa consapevolezza”. Mi chiamo Francesca, ho 27 anni e dopo una laurea in filosofia e una supplenza a scuola, convinta che la mia strada fosse quella dell’insegnamento, ho deciso di fare un’esperienza che mi sta cambiando la vita.
Sono ormai circa tre mesi che mi trovo nel continente africano, anche se sembra di essere qui da sempre, anche se sembra ieri che, appena scesa dall’aereo, mi son sentita travolta da una sensazione nostalgica e allo stesso tempo gioiosa.
“La situazione di svantaggio diviene l’elogio alla vita, quella vita colma di sfide quotidiane, di controsensi e dissapori che la rendono più emozionante e immensamente ricca di amore e di puro essere al mondo”. Rosaria, Casco Bianco in Perù, ci racconta il mondo dei bambini e dei ragazzi peruviani, una realtà che si presenta come punto di domanda e alla quale sta cercando risposte attraverso il servizio civile.
In una situazione difficile come quella che sta vivendo l’Argentina, Francesca ed Enrico, Caschi Bianchi a Puerto Madryn, “hanno sentito l’esigenza di provare ad attenuare per quanto possibile le conseguenze di questa situazione”: si sono rimboccati le maniche e hanno dato vita al progetto “apoyo escolar” con l’obiettivo di offrire uno spazio e tanto altro ai bambini del barrio Pujol.
Francesca Benenati ci scrive da Atene, dove sta svolgendo servizio civile presso la Neos Kosmos Social House. Durante la sua visita all’hotspot di Chios, Francesca è rimasta colpita dallo stridente contrasto tra la realtà dei campi profughi e la bellezza dei bambini che ci vivono, bambini che continuano a popolare i suoi sogni.
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