Calendario

Georgia

“Le mie armi sono tre palline da giocoleria, un naso rosso da clown, qualche piccola magia e un sogno più grande di me”. Queste sono le armi con cui Matteo, Casco Bianco in Georgia, ha conquistato le chiavi della baraccopoli di Batumi, dove oltre ad insegnare inglese ai bambini ha incontrato la periferia. Matteo ci racconta anche come è nata la baraccopoli e l'origine del suo nome, la "Città del Sogno"
Ucha, Giorghi, Sopo e Anri sono quattro bambini che vivono nella baraccopoli di Batumi. Quest'anno hanno scoperto, assieme a Matteo, che "se ascolti bene come iniziare e provi e riprovi e ti impegni, cominci a vedere che ce la puoi fare anche tu". 
 "Ve lo voglio raccontare così, a frammenti, come minuscole storie che raccontano di piccoli incontri, di piccoli scambi, di piccole cose. Momenti, niente di più. Che sono passati, ma che conservo nel cuore, perché per me sono stati comunque qualcosa di speciale". Insegnare inglese nella baraccopoli di Batumi, Georgia. Ce lo racconta Matteo, Casco Bianco Apg23
"Costruire dalle piccole cose. Ogni giorno, nonostante tutto".
Matteo ci descrive puntualmente un cambiamento, lento e consapevole, che gli ha permesso di indossare "un paio diverso di occhiali" durante e grazie alla sua esperienza di Casco Bianco in Georgia.
Incontro con Suor Loredana, responsabile Caritas per la Georgia occidentale, da 15 anni missionaria nel Paese.
L'esperienza di servizio civile a Batumi: l'accoglienza di adolescenti e mamme sole in casa famiglia, l'incontro e l'amicizia con gli abitanti del vicino campo rifugiati. Ritagli di vita quotidiana e la testimonianza della responsabile della casa.
Una centrale elettrica abbandonata fa da casa a otto famiglie di profughi di guerra. Nessuna azione di tipo sociale è prevista per loro da parte del governo, che preso li sfratterà per vendere la centrale a un’azienda estera. Immagini di giornate condivise.