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"Sono italo-brasiliana, sono nera, ho i tratti somatici tipici delle persone che discendono dall’Africa: la caratteristica più evidente sono i miei capelli afro". Patricia viene spesso scambiata per Magjup in Albania: la sua storia personale e la sua permanenza a Scutari, le hanno permesso di riflettere ed interessarsi alla questione Magjup dando voce a questo popolo vittima di discriminazione
Lasciarsi alle spalle un continente per conoscerne uno nuovo, riviversi e riscoprirsi nella solitudine amara e sempre alla porta, essere parte dell’immenso cosmo. Una riflessione profonda e non scontata che attraverso il racconto dell'esperienza personale ci racconta le comunità andine in Perù, la condizione della donna e l'importanza della solitudine.
27 anni, di Roma, laureata in Relazioni Internazionali e Studi Europei, Eleonora ha svolto il suo anno di Servizio Civile a Cusco, in Perù. “Bam bam bam, bam bam bam, BAM BAM BAM… E’ al ritmo di grandi tamburi che mi sono sentita parte di un tutto, un tutto composto da contadine, leader comunitarie, attiviste, volontarie, comunicatrici, andine, indigene, peruviane, colombiane, ecuadoriane, brasiliane, boliviane, per dirlo con una sola parola, Donne.”
Odilla ha 34 anni, è di origine Mapuche, e vive oggi una vita serena ricca di sogni ed aspettative. Nella sua semplicità non si rende conto di molte ingiustizie perpetrate nei suoi confronti, ma lei, com'è tipico del suo fiero popolo, non si arrende. "Il racconto è una cosa fondamentale - diceva Sergio Finardi qualche anno fa in occasione di un Convegno - serve ad altra gente per comprendere e soprattutto serve ai senza voce per ritrovarla": grazie all'incontro con Odilla, in Alessandra è nato il desiderio di approfondire la storia e la vita del popolo Mapuche, chissà che l'eco delle sue parole arrivi anche più lontano.
Il Cile reagisce all’omicidio di Daniel Zamudio arrivando alla promulgazione della Legge Antidiscriminazione. Tante le organizzazioni sociali che da anni lavoravano attendendo questo risultato.