Calendario

Europa

"Mettersi a servizio significa porsi con umiltà vicino a chi soffre, per conoscere, comprendere e portare anche agli altri questa consapevolezza”. Mi chiamo Francesca, ho 27 anni e dopo una laurea in filosofia e una supplenza a scuola, convinta che la mia strada fosse quella dell’insegnamento, ho deciso di fare un’esperienza che mi sta cambiando la vita.
“Moria è un posto inumano, faccio fatica a non paragonarlo ai campi di concentramento nazisti che ho visto nei libri di scuola o nei film”. Le parole coraggiose di Ornela, che alle elementari in Italia era “l’albanese”.
"Sono italo-brasiliana, sono nera, ho i tratti somatici tipici delle persone che discendono dall’Africa: la caratteristica più evidente sono i miei capelli afro". Patricia viene spesso scambiata per Magjup in Albania: la sua storia personale e la sua permanenza a Scutari, le hanno permesso di riflettere ed interessarsi alla questione Magjup dando voce a questo popolo vittima di discriminazione
Maria Francesca, Casco Bianco in Georgia, ci racconta il suo entrare in punta di piedi nella baraccopoli alle porte di Batumi chiamata “la città del sogno”. All’interno delle baracche di questa “città”, Maria Francesca si è lasciata “travolgere dalla bellezza di quell’incontro” e ce lo racconta in questo articolo.
Silvia Grandis, 19 anni compiuti il giorno in cui ha iniziato il suo anno di servizio civile, dopo aver concluso gli studi ed essersi diplomata in architettura, ha deciso di buttarsi in un’avventura di condivisione e cittadinanza attiva. Un’esperienza che potesse aiutarla a crescere scontrandosi con diverse personalità e culture, un’esperienza che potesse cambiarla per sempre.
Manuela Sportelli ed Andrea Sem Castelli, 27 e 28 anni. Manuela è di origini pugliesi, laureata in Scienze per la Pace, Cooperazione Internazionale e trasformazione dei conflitti; Andrea, bergamasco, è laureato in Diritti dell’Uomo ed Etica della Cooperazione Internazionale. Hanno scelto di fare servizio civile per darsi un’opportunità di crescita, contribuire nel loro piccolo ed in modo concreto a migliorare lo stato delle cose in materia di tutela e promozione dei diritti dell’uomo.
Francesca Benenati ci scrive da Atene, dove sta svolgendo servizio civile presso la Neos Kosmos Social House. Durante la sua visita all’hotspot di Chios, Francesca è rimasta colpita dallo stridente contrasto tra la realtà dei campi profughi e la bellezza dei bambini che ci vivono, bambini che continuano a popolare i suoi sogni.
Dopo la laurea in giurisprudenza conseguita con una tesi su “Associazione a delinquere finalizzata al traffico degli stupefacenti” e un anno vissuto in Australia che ha cambiato profondamente la sua vita, Mariacaterina Massaro decide di partire come Casco Bianco in una comunità terapeutica in Croazia per vivere a contatto con l’anello debole della catena “spaccio”, quello delle persone tossicodipendenti verso le quali ha sempre nutrito interesse.
Pagina 1 di 16