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Mercoledì, 15 Marzo 2017 08:40

Storia di N.

Scritto da Silvia Simonetta, Casco Bianco Focsiv - IBO Italia a Mumbai, India
N., foto di Silvia Simonetta N., foto di Silvia Simonetta CB Focsiv - IBO Italia
Una poesia, quella di Silvia, che non lascia spazio a commenti. Ci parla di N., la cui infanzia porta già la pesantezza del piombo, una pesantezza che nasce dalla vita di strada.

 

Guardami.
Negli occhi.
Cosa vedi?

Riesci a vedere la mia anima?
Le cicatrici che percorrono
l’infanzia rubata dalla
vita in strada.

Dalle impietose mani di uomini
che mi trascinano nella loro auto
per ore interminabili.

Riesci a capire il mio silenzio.
La mia voce spenta
dal peso della vita
che per me è già
piombo.

Nel mio corpo giovane
non ho spazio
per i ricordi.

Solo doveri.
Di sorella, spazzina, mendicante.
Non i diritti di figlia
mi sono concessi.

Se gli occhi sono
specchio dell’anima.
Nei miei cosa vedi?

 

--

Basta una giornata al parco acquatico per far vivere poche ore di infanzia alle ragazze e ai ragazzi raccolti dalla strada e portati tutti i giorni al centro di Durgadevi, Mumbai.

N. dimostra appena l’età che ha. E’ la prima di 5 fratelli a cui fa più da madre che da sorella. Il suo sguardo e il suo silenzio racchiudono esperienze impronunciabili.

 


Silvia ha 28 anni, laureata in Master in Sviluppo, Ambiente e Cooperazione (LM-81) a Torino, le abbiamo chiesto cosa l'ha spinta a partire: "Decido di partire per mettere in discussione quello che credo di sapere, di conoscere.Per confrontarlo con l' ambigua, incoerente e reale vita di tutti i giorni a Mumbai. Per ritornare a sorprendermi e imparare da cio’ che non conosco, in un Paese , una citta’ difficile, caotica come questa".

Silvia sta svolgendo Servizio Civile con IBO Italia, ONG federata FOCSIV, a Mumbai, in India, presso l'ong partner CORP (Community Outreach Programme). Qui si occupa di fund raising e comunicazione nell’ufficio centrale dell’associazione e collabora con il centro che accoglie piu’ di 50 ragazzi di strada ogni giorno. "Le mie giornate trascorrono in modo assolutamente flessibile, quasi schizofrenico. Dalla comoda poltrona del mio ufficio, tra meeting e brainstorming, mi ritrovo in tempo zero a camminare scalza per i corridoi della scuola, “acchiappando” le ragazze e i ragazzi appena arrivati da una notte in strada, per accompagnarli in doccia"

QUI la pubblicazione sul sito dell'associazione.

 

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