Stampa questa pagina
Martedì, 15 Gennaio 2019 10:31

Lettera a un casco bianco del Nord

Scritto da Laura Milani, ass. Comunità Papa Giovanni XXIII
Casco Bianco in servizio civile 2019 Casco Bianco in servizio civile 2019
Oggi, 15 gennaio 2019, si inizia un nuovo anno di Servizio Civile, ecco l'augurio ai volontari

Car@ volontar@ caschi bianchi che in questi giorni iniziate l’anno di servizio civile, un augurio e una buona partenza a tutti e a tutte voi.

Seppur in Paesi diversi, con enti diversi, ciascuno inizia oggi un percorso che speriamo accresca il vostro essere cittadini e cittadine attive, attori protagonisti delle vostre comunità e non semplici comparse.

Sento il desiderio di condividere con voi alcune riflessioni, partendo dal titolo di questa lettera, che si ispira infatti a un libro che ho letto tempo fa dal titolo “Lettera a un consumatore del nord*”: una raccolta di scritti di lavoratori del sud del Mondo sfruttati da alcune multinazionali occidentali, che raccontano a noi consumatori del nord cosa c’è dietro a quei prodotti che siamo abituati ad acquistare nei nostri negozi, e come possiamo invece contribuire a un’inversione di rotta attraverso il consumo critico o al boicottaggio. Allora mi avevano colpito queste lettere che trasudano un’umanità calpestata, e che mettono in evidenza come i nostri destini siano strettamente connessi e come non solo le nostre politiche e il nostro sistema economico, ma anche le nostre scelte quotidiane abbiano ricadute su persone che vivono lontano da noi.

Cari e care giovani, nella nostra società globalizzata in cui queste connessioni sono ancora più evidenti di un tempo, ci troviamo a leggere una quotidianità che ci interpella e che ci richiama alle responsabilità di ciascuno e di ogni comunità per affrontare sfide ormai globali. Avete l’opportunità di percorrere a ritroso quel movimento dalle periferie del Mondo al nord per incontrare gli ultimi della storia, senza la pretesa e l’illusione di portare soluzioni, ma semplicemente scegliendo di fare un pezzo di strada con loro. Avrete la possibilità di immergervi in una realtà lontana, di vivere un’esperienza di prossimità con quanti vivono la violenza e l’ingiustizia, e questo vi farà scoprire un mondo fatto di invisibili, impoveriti anche a causa di politiche economiche occidentali, e che spesso non hanno volti né voce, se non quando arrivano coi barconi nei pressi delle nostre coste. Sperimenterete concretamente quel dovere di solidarietà sancito dalla nostra Costituzione, che trasborda i confini nazionali, per rivolgersi anche a persone appartenenti a comunità diverse. Sì, sperimenterete quella “solidarietà” oggetto oggi di tante critiche e associata spesso al buonismo o criminalizzata. Ma la solidarietà che sperimenterete non avrà certo un sapore romantico, né buonista, perché è quella forma di umanità e di impegno che richiede anche fatica, la capacità di costruire relazioni di fiducia, il sapersi sporcare le mani per contribuire a un cambiamento, con modalità nonviolente, partendo dalla coscienza che siamo parte di un’unica famiglia umana. Avrete la possibilità di vivere da stranieri in terre straniere, di sperimentare sulla vostra pelle l’accoglienza e la diffidenza, la comprensione e l’incapacità di leggere la realtà in cui siete immersi…questo forse, vi farà guardare anche la vostra realtà con occhi diversi, cogliendo anche quelle cornici culturali che a volte viziano il nostro modo di guardare l’altro, soprattutto se diverso, o di leggere fenomeni complessi.

Questo e anche altro vivrete in questo anno di servizio civile, che rappresenta un’opportunità per voi ma anche una responsabilità. La responsabilità di raccontare le storie di quei volti, che non entreranno mai nella Storia con la “S” maiuscola, ma che hanno a che fare anche con noi. Di raccontare di forme di conflitto e di violenza forse ignorate e di darne visibilità, creando un ponte tra la comunità che vi invia e quella che vi accoglierà.


In attesa impaziente di leggere i vostri racconti, le vostre testimonianze, le vostre riflessioni, vi auguro ancora un buon servizio civile!

 *Francesco Gesualdi, Lettera a un consumatore del nord, Edizioni EMI, 2001

Laura Milani è sposata e dal 2007 è membro dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. È stata volontaria in servizio civile con l'associazione nel 2005. Dal 2007 segue le attività legate al servizio civile e all'educazione alla pace per APG23 nell'Ufficio Obiezione di Coscienza e Pace, di cui è responsabile da settembre 2018. Dal 2015 al 2018 è stata responsabile di Operazione Colomba, Corpo Nonviolento dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

 

Ultima modifica il Giovedì, 17 Gennaio 2019 08:59