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Martedì, 21 Agosto 2018 09:17

Cara Bolivia

Scritto da Bianca Pieri, Casco Bianco Apg23 a La Paz, Bolivia
Foto di Bianca, Casco Bianco Apg23 in Bolivia Foto di Bianca, Casco Bianco Apg23 in Bolivia CB Apg23
“Non saprò mai quello che effettivamente ti dò, so che alla fine di ogni giorno, guardando indietro, ho il cuore, la testa e i sensi pieni di te, una pienezza pura e genuina che riesce a vincere ed accettare i miei limiti”. Dopo otto mesi di servizio civile in Bolivia, Bianca, Casco Bianco Apg23, si racconta attraverso questa lettera.

Non è il titolo di una nuova canzone trap e neppure un elogio patriottico, è solo una lettera che ti scrivo per ringraziarti del tempo passato insieme. Sono un essere umano ed è nella mia indole lamentarmi, e non ti preoccupare puoi stare certa che continuerò a farlo, ora però voglio ringraziarti.

Bolivia

Proprio l'altra notte, una delle lunghissime notti insonni, guardavo il tuo sconfinato cielo senza nuvole e pensavo a quanto piccola sono, quanto rimpiazzabili ed effimere sono le mie azioni, e mi sono sentita protetta: niente responsabilità colossali, niente impeccabilità, solo vita con le sue oscurità proprio come l'immenso cielo davanti a me.

Ti voglio ringraziare per tutti i limiti che mi porti a superare, tutte le mie paure, per tutte le volte che mi hai costretto a “stare” ed “esserci”, anche quando ero scarica, facendomi superare i “se”, i “come” ed i “perché”.

Grazie per tutte le volte che un ragazzo di strada mi porta ad essere umana, con la mia storia alle spalle e un libro intero davanti da scrivere, che grazie a te sarà colmo di esperienze, pezzetti nuovi e cicatrici condivise, come le lunghe notti ad ascoltare i pensieri e le difficoltà di una mamma che ha paura a camminare da sola in questo mondo, le risa piene di semplicità delle persone senza fissa dimora che incontro quando vedono che c’è qualcuno anche per loro, o quando in comunità terapeutica le critiche e le correzioni perenni non sono altro che un modo per ringraziarti di ascoltare. Grazie per tutte quelle volte che la mia giornata è cambiata per il sorriso di qualcuno, o per il ricordo di una stupida canzonetta infantile, che mi ricordava i pianti, gli strilli e i sorrisi dei bambini che sempre mi accolgono a casa.

BoliviaArrivata a otto mesi di vita qui con te, posso dire di sentirmi a casa in tutte le piccole cose che ti compongono, e mi avvolgono: i rumori, gli odori, i sapori e i colori, tutto ormai è famigliare e magnifico, ma allo stesso tempo non smette mai di sorprendermi.

La mia vita qui con te è frenetica, una frenesia tutta “italiana” che si deve adattare ai “ritmi boliviani” ogni volta che vivo le sei realtà che la compongono: la casa famiglia, la comunità terapeutica, l’unità di strada, l’asilo nido, il carcere e le attività con ragazzi disabili. Però mi sento a casa, una casa calda ed accogliente, con tutti i personaggi bizzarri che compongo e rendono uniche tutte le famiglie. Nella mia, grande e varia, ci sono tutti: gli zii brontoloni che non fanno altro che criticarti e rinfacciarti cose, ma che poi se ne escono sempre con i consigli più bizzarri e ti accolgono in questa famiglia; le sorelle e i fratelli che sono gelosi, dicono bugie e alle volte ti fanno arrabbiare, però ci sono sempre a farti tornare il sorriso; tutti i nipoti urlanti e chiassosi che con i loro occhi ti fanno capire il vero significato delle cose, la mamma e il papà che ti guardano storto, ma hanno sempre una parola di conforto. Nella mia grande famiglia ci sono tutti in ordine sparso o alterno ed è questo che la rende così fantastica.

BoliviaPer questo ti voglio ringraziare per le notti che mi lasci sveglia a pensare alle vite degli altri, a parlare ed ascoltare storie di vita, per le emozioni che provo tutte le volte che cammino e ti osservo.

Non saprò mai quello che effettivamente ti dò, so che alla fine di ogni giorno, guardando indietro, ho il cuore, la testa e i sensi pieni di te, una pienezza pura e genuina che riesce a vincere ed accettare i miei limiti, è un’energia che si muove, cambia e alle volte stanca, però guardando il tuo immenso cielo azzurro e il tuo sole che scalda e si riflette negli occhi brillanti ti mette in moto.

Grazie, Bianca.