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Mercoledì, 08 Aprile 2009 15:42

Quando vivere su una sedia a rotelle non è più un limite - La storia di Horacio Di Giuseppe

Scritto da Marta De Giuseppe
La volontaria con Horatio Di Giuseppe il giorno della premiazione ALPI, 16 marzo 2009. La volontaria con Horatio Di Giuseppe il giorno della premiazione ALPI, 16 marzo 2009. Cb Apg23, 2009
L'incontro con un uomo che è riuscito a superare le sue difficoltà motorie

“Mi mundo fue la casa de la abuela,

con el parral, malvones y glicinas,
y un cielo de gorrión y golondrina,
que me esperó a la vuelta de la escuela.”
Horacio Di Giuseppe

Giunta ad Acceso Ya da poco tempo, mi parlarono quasi subito di Horacio. Horacio Di Giuseppe. Che incredibile sorpresa sapere che uno dei volontari più attivi e sostenitori più convinti della ONG di Buenos Aires dove svolgo il mio Servizio Civile ha quasi il mio stesso cognome, De Giuseppe.

Un giorno Horacio chiamò Acceso Ya per denunciare il fatto che nel suo condominio non accettavano ancora la sua richiesta di porre una rampa all’ingresso per permettergli di entrare e uscire agevolmente dall’edificio dove abita in un quartiere caratteristico di Buenos Aires, San Telmo. Erano cinque anni che richiedeva la rampa all’amministratore, ma niente. Da poco il consiglio di amministrazione aveva iniziato i lavori per sostituire la pavimentazione dell’ingresso del condominio e si decise a chiedere aiuto ad Acceso Ya.

Evangelina, la coordinatrice e Naty, l’avvocatessa che compila e invia tutte le denuncie, mi annunciarono finalmente il giorno in cui avrei conosciuto Horacio. Il mio compito come architetto rilevatore è quello di andare nel luogo oggetto di denuncia e verificare se è effettivamente possibile costruire una rampa; assistere il denunciante (solitamente una persona con problemi di mobilità) o un suo parente. In questo caso avrei parlato con Horacio, che mi avrebbe descritto tutta la situazione e con l’amministratore del condominio, una persona assolutamente insensibile ai problemi di chi è costretto a vivere in sedia a rotelle e, per di più, in età avanzata, come Horacio.

Arrivata all’edifico, dopo aver fatto il rilevamento architettonico, Horacio mi ha invitata a prendere un caffè nel suo piccolo studio pieno di libri e, dopo avermi descritto la sua situazione, ha incominciato a raccontarmi la sua storia. E’ nato nel 1940 nel quartiere Boedio a Buenos Aires. Ha contratto la poliomelite nell’epidemia che colpì tutta l’Argentina nel 1945. Nonostante le conseguenze della poliomelite, che lo ha costretto sulla sedia a rotelle fin dall’età di 5 anni, terminò la scuola superiore e si laureò in Scienze Economiche. Contemporaneamente portò avanti la sua vera passione: il tango. Fa parte, infatti, dell’Associazione “Tango nel mondo”. Ha anche vinto molti premi di Poesia e Narrativa. 

Che commozione ho sentito mentre mi raccontava della sua storia e del suo tentativo di rintracciare le sue origini italiane! E, mi diceva, “forse tu, Martita, sos”“, una sua lontana parente! (impossibile saperlo!).
Quello che mi colpisce di più di questa persona e la sua forza d’animo, la sua voglia di vivere che gli ha fatto raggiungere grandi risultati, nonostante la sua infermità.
Il 16 di marzo Horacio ha ricevuto il premio biennale ALPI (1) insieme ad altre 9 persone che, nonostante la difficoltà di vivere in sedia a rotelle, hanno avuto la forza di lottare e realizzare i propri sogni.

Note:

1. ALPI è un Centro di Internazione e Attenzione Ambulatoria che si avvale di un equipe medico professionale esperto in riabilitazione per lesioni alla mobilità e al linguaggio. Per maggiori informazioni www.alpi.org.ar