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Martedì, 17 Ottobre 2017 12:09

La vita che ti cambia

Scritto da Giulia Sardo, Casco Bianco Focsiv - Osvic a Nanyuki, Kenya
"In questa foto sono con i bambini della mia Children’s Home e giochiamo “mangiando” Chapati (pane tipico) creato con acqua e fango e “bevendo” Chai (bevanda a base di tea e latte) creata a base di acqua e intrugli vari usando come tazza un tappo", Giulia "In questa foto sono con i bambini della mia Children’s Home e giochiamo “mangiando” Chapati (pane tipico) creato con acqua e fango e “bevendo” Chai (bevanda a base di tea e latte) creata a base di acqua e intrugli vari usando come tazza un tappo", Giulia CB Focsiv
Le riflessioni di Giulia a poche settimane dal suo rientro dopo un anno di servizio civile in Kenya.

 

Mancano ormai poche settimane* al mio rientro in Italia alla fine del mio anno di Servizio Civile in Kenya, nella cittadina di Nanyuki, presso la Tumaini Children’s Home (progetto con a capo l’associazione OSVIC di Oristano), una casa famiglia con 47 bambini siero-positivi dai sorrisi meravigliosi.

Vivere con loro e vivere la realtà circostante, nella quale mi sono integrata con passione, rispetto e amore verso una cultura così ricca di valori, tradizioni, essenzialità e un forte spirito di cooperazione mi ha insegnato tanto.

E’ strano e fa paura, in certi momenti, pensare di tornare nell’altra parte del mondo, una realtà in cui i ritmi frenetici e la competizione per eccellere e “sopravvivere” sono diventati i valori dominanti, dove la velocità ha preso il posto delle relazioni umane, del contatto, dello scambio disinteressato, della semplice condivisione e dei sorrisi anche tra sconosciuti, a volte semplicemente per augurarsi vicendevolmente una buona giornata. In un mondo dove la tecnologia allontana sempre di più le persone e le illude che i beni materiali possano davvero cambiare il loro presente e il loro futuro, magari a fronte di debiti monetari. Purtroppo mi viene anche da pensare allo spreco alimentare, a ristoranti e pizzerie che buttano gli scarti dei clienti, ai supermercati e ai prodotti in scadenza che non sempre vengono dati ai più poveri o distribuiti tra i dipendenti stessi, ai quantitativi di carne che viene buttata per lo stesso motivo e al conseguente allontanamento dai ritmi e dal rispetto per la natura, l’unica che non sarebbe cambiata se non per l’intrusione dell’uomo.

Mi rendo conto che a volte sia più facile vivere all’interno del nostro piccolo spazio, mantenendo i problemi all’esterno senza pensarci, dimenticandoci che questo mondo è un dono per tutti. L’uomo ha creato i confini, le differenze, gli interessi economici promuovendo spesso lo sfruttamento di paesi con realtà svantaggiate e limitandone la crescita per mezzo di interessi e giochi di potere. La paura ne è stata il promotore, la paura di condividere e rischiare di abbassare il nostro status, la paura del diverso, quella paura che se superata ci arricchirebbe più di qualsiasi forma di denaro. Se non fosse per questo e per altri motivi, parlare di uguaglianza, al di là del colore della pelle e del livello socio-culturale, non sarebbe così difficile come ai nostri giorni.

Sono tuttavia felice e rimango positiva e fiduciosa perché so che a tanti livelli ci sono molte persone, gruppi e associazioni che fanno la loro parte, so che stiamo diventando sempre più consapevoli e sensibili nei confronti di certe tematiche. La strada è lunga ma è insieme che possiamo fare la differenza.

Tornerò in Italia e non so quale sarà il mio futuro, continuerò il mio percorso di formazione in ambito psicologico, magari con i ragazzi richiedenti asilo, e cercherò di innaffiare ogni giorno i tanti semini che ogni persona che ho incontrato ha condiviso con me in questo percorso di vita in Kenya. I sorrisi dei bambini, felici semplicemente per essere vivi, che giocano con qualsiasi cosa abbiamo intorno, carichi di una creatività e di una gioia che noi andiamo perdendo, saranno e rimarranno per me uno spunto di riflessione nella quotidianità al fine di vivere davvero il puro significato di gratitudine.

La vita è un percorso di crescita, possiamo sempre fare la differenza, osare e cambiare nel nostro piccolo la realtà nella quale ci troviamo. A volte pensando che non sia abbastanza, molti possono rinunciare in partenza, ma a volte anche solo un sorriso può accendere in noi e in chi ci sta intorno una fiamma che può cambiare ogni cosa, il punto di partenza per qualcosa di più grande.

Grazie Focsiv per questa opportunità che mi ha cambiato la vita e consiglio a chiunque possa accedervi di osare e volare.

 

*l'articolo è stato scritto il 19 settembre 2017