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Martedì, 25 Marzo 2008 11:22

Lettera a chi si lava i denti senza chiudere il rubinetto

Scritto da Andrea Mainini
... le prime gocce d’acqua iniziano a scendere dal cielo: la stagione delle piogge sta per cominciare!

Cara amica, caro amico,

nella mia casetta immersa nella campagna del villaggio di Ruiri, vicino a Meru, in Kenya, questi sono giorni difficili: si sono rotte le tubature dell’acquedotto che ci fornisce l’acqua e le mie riserve idriche stanno per esaurirsi. È la terza volta che succede da quando sono arrivato, di solito ci vuole qualche giorno per far tornare la situazione alla normalità: ho pensato di scriverti per riflettere insieme su quanto sia importante, ma addirittura anche utile, stare attenti agli sprechi e quanto facilmente questi si possano evitare senza cadare nella paranoia di chi crede che chiudendo il rubinetto salverà il mondo. Lo faccio perchè durante i pochi mesi in cui ho avuto la fortuna di vivere qui, mi sono spesso soffermato a tentare di misurare l’enormità delle differenze che separano la nostra cultura di consumatori medi da questa cultura di micro-consumatori-quasi-non-consumatori per concludere che ci restano solo due cose da fare: ringraziare la “lotteria dell’esistenza” che ci ha fatto nascere in Italia e imparare dai poveri il vero valore delle cose necessarie, delle cose utili e di quelle accessorie.

Sopra al soffitto della mia casa c’è un serbatoio che accumula l’acqua: può contenerne fino a 1000 litri. Due giorni fa, come dicevo, hanno interrotto l’erogazione, quindi fare alcuni piccoli calcoli per paragonare la mia lussuosa situazione in questa assetata Africa e l’accesso alle risorse idriche a casa mia a Milano è molto semplice: l’acquedotto del capoluogo lombardo è stato progettato per portare ad ogni cittadino mediamente più di 500 litri di acqua al giorno (in gergo tecnico si chiama dotazione idrica) e generalmente questi vengono quasi completamente utilizzati. Io ho mentalità e abitudini occidentali, mi faccio la doccia 1 volta al giorno, lavo i piatti dopo i pasti, mi lavo spesso le mani, faccio il bucato... così, se non proprio 500 litri, almeno una buona quota sono “costretto” ad usarla anche qui in Kenya. Ma così facendo ho a disposizione solo due o tre giorni di acqua: non posso mica rischiare di rimanere senza! E questa necessità mi fa interrogare: sono davvero necessari tutti questi litri di acqua? Ma soprattutto, come fanno gli abitanti di queste regioni povere e aride che hanno a disposizione una quantità di acqua di gran lunga inferiore alla mia?
Normalmente la gente di qui non ha a disposizione l’acqua corrente in casa, ma usa il buon vecchio metodo delle taniche trasportate in spalla, sulla schiena o con carriole facendosi delle passeggiate che vanno da qualche centinaia di metri a qualche chilometro a seconda che il villaggio sia servito da un acquedotto oppure la fonte di approvvigionamento idrico sia direttamente un fiume più o meno distante dal centro abitato. Questo fatto, unito alla scarsa reperibilità della risorsa, riduce enormemente la quantità d’acqua utilizzabile dalla famiglia. Il trasporto è di competenza di donne e bambini che generalmente fanno quattro viaggi al giorno con taniche da 20 litri: questo significa che in media ogni famiglia standard usa 80 litri d’acqua al giorno. Considerando che di norma una famiglia è composta da non meno di 5-6 componenti, spesso anche più di 10, risulta che ogni giorno, semplificando i calcoli, ogni persona ha a disposizione meno di 10 litri d’acqua. Proprio una bella differenza: Milano 500, Ruiri 10! E in questi 10 litri bisogna farci stare tutto: bere, cucinare, pulire casa, igiene personale, bucato, animali... una bella impresa, non saprei nemmeno come fare dei calcoli approssimativi per razionare il consumo!

Ora, quello che volevo dirti non è che noi euro-nord-occidentali dobbiamo smettere di lavarci o di innaffiare i fiori in giardino! Ma semplicemente che qualche piccola attenzione e un uso critico dell’acqua possono servirci per risparmiare denaro ed evitare gli sprechi, e questa gente in Africa può esserci da esempio.
Ecco quello che ho fatto io per evitare di rimanere all’asciutto in questi giorni: mi lavo i denti utilizzando solo un bicchiere d’acqua; ho usato l’acqua della pasta anche per far bollire le uova; lavo e risciacquo i piatti tutti insieme tenendo l’acqua per usarla come sciacquone del bagno; stessa cosa per i vestiti (stando attento ai colori); ho fatto la doccia chiudendo il rubinetto mentre mi insaponavo... Come vedi sono solo piccoli accorgimenti che non costano niente e che ci fanno consumare meno senza rinunciare a tutti i nostri standard di igiene e pulizia: i miei denti sono puliti, i piatti e i vestiti anche, il bagno non manda cattivi odori, anch’io sono pulito e profumato... l’unica cosa che è cambiata è la quantità d’acqua usata! Ci vuole davvero poco!
Bene, proprio mentre scrivo queste ultime righe le prime gocce d’acqua iniziano a scendere dal cielo: la stagione delle piogge sta per cominciare!

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