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Aree di intervento

"La realtà che vedo tutti i giorni sui bus di Quito, una realtà che coinvolge e accomuna centinaia di persone venditrici ambulanti; per me il bus è il posto più rappresentativo della situazione in cui vertono persone in situazione di mobilità umana, principalmente venezuelani, colombiani e gli stessi ecuadoriani a Quito."
Sara, Casco Bianco in servizio civile a La Paz, approfondisce in questo articolo la figura della cholita, la “portatrice della tradizione aymara, una delle molteplici culture indigene ancora presenti in Bolivia” e ci racconta come questa figura tradizionale sta cambiando negli anni.
"Mettersi a servizio significa porsi con umiltà vicino a chi soffre, per conoscere, comprendere e portare anche agli altri questa consapevolezza”. Mi chiamo Francesca, ho 27 anni e dopo una laurea in filosofia e una supplenza a scuola, convinta che la mia strada fosse quella dell’insegnamento, ho deciso di fare un’esperienza che mi sta cambiando la vita.
"I pazienti che visitiamo sono persone dai 70 anni in su che vivono in condizioni igieniche precarie e con problemi gravi di salute". Un servizio intenso, difficile ma anche gratificante quello di Francesca, nelle comunità contadine che circondano Huancayo, in Perù. Francesca decide di condividere con noi anche due episodi che hanno segnato in modo profondo la sua esperienza.  
La storia di Grace e Samuel: quando il desiderio di andare a scuola supera le difficoltà nel compound di Kanyama, periferia degradata di Lusaka (Zambia).
Cinque mesi d’Africa, di Camerun, l’“Africa in miniatura”, così definita in quanto estremamente variegata dal punto di vista paesaggistico e climatico.
Riflessioni ed emozioni di un Casco Bianco al termine della sue esperienza di Servizio Civile
“Moria è un posto inumano, faccio fatica a non paragonarlo ai campi di concentramento nazisti che ho visto nei libri di scuola o nei film”. Le parole coraggiose di Ornela, che alle elementari in Italia era “l’albanese”.
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