Croazia

Buon Compleanno Mr. Boris

In un micro mondo come quello della comunità terapeutica, anche una semplice festa di compleanno può diventare spunto di riflessione. Specie se il compleanno è di un accolto molto particolare
Tommaso Menna (Casco Bianco a Orah, Croazia)
Fonte: Caschi Bianchi Apg23 - 14 ottobre 2011

Le mani, protese in avanti in maniera a dir poco sicura, indicano inequivocabilmente sei con le dita, ma la voce, questa tutt’altro che sicura, dice “Pet”, e cioè cinque. Boris ha compiuto gli anni ieri e, per fugare ogni legittimo dubbio, vi confesso subito che di anni ora ne ha sei. L’intera comunità di recupero per tossicodipendenti di Orah ha festeggiato l’evento con una pizza, tanti giochi e, naturalmente, una torta. In più sul finire della serata qualche accolto si è persino improvvisato Klown Chupko, popolare personaggio della tv per ragazzi croata, con risultati talmente esilaranti che in molti, tra cui io, hanno richiesto la stessa performance per i propri compleanni.

Boris è un bambino dal fisico asciutto, di altezza nella norma, coi capelli castano-chiari, lisci e tagliati molto corti in maniera uniforme, la carnagione chiara e gli occhi verdi. Caratterialmente è molto sveglio, decisamente vivace e con una passione a dir poco enorme per gli animali, specie quelli di piccola taglia come gatti e tartarughe. Le maestre dell’asilo lo giudicano estremamente portato all’apprendimento, come testimonia il fatto che in due mesi sono riuscito a insegnargli senza alcuna difficoltà almeno un centinaio di parole italiane, tra le quali preferisce senza alcun dubbio l’espressione “Che schifo”. La sua presenza a Orah si deve al fatto che sua madre, Maja, ha seguito qui un programma di recupero dalla droga, finito il quale ha deciso di trattenersi per offrire un aiuto ai responsabili e agli altri accolti; chi conosce questo tipo di strutture, sa che questa figura prende il nome di “punto di riferimento”. Ma ad essere davvero un riferimento per la comunità è sicuramente suo figlio: molto più che una mascotte, riesce a calamitare l’attenzione di tutti, responsabili compresi.

Più volte, dal mio arrivo ad Orah ad oggi, mi sono chiesto se per un bambino di quell’età’ sia possibile vivere al meglio in un ambiente come questo, e quanto la sua presenza possa essere d’aiuto agli utenti della comunità; ma se quest’ultima domanda trova immediatamente risposta nei tanti sorrisi che Boris provoca in tutti ogni singolo giorno persino con le sue marachelle e coi frequenti capricci (per non parlare del fatto che si tratta di una vera e propria responsabilità continua), la prima ha trovato una risposta soltanto ieri. E’ stato durante la sua festa, infatti, che ho capito che Boris é in realtà un bambino molto fortunato, perché qui ad Orah gli viene data la possibilità di confrontarsi quotidianamente con un manipolo di adulti che giorno dopo giorno combattono con problemi come la disabilità, la tossicodipendenza, la bulimia o, semplicemente, i ricordi di un passato a dir poco “turbolento”. E ieri ho capito che da quest’incontro, il piccolo Boris, non ha che da guadagnarci, perché se non conoscerà mai “difetti” come il pregiudizio, l’inedia o la superficialità più evidente, sarà solo grazie ai tanti incontri fatti qui ad Orah. Chupko compreso.